L'innocenza e la purezza d'animo di una giovane donna vengono schiacciate dal cinismo e dalla perversione imperanti nella società nobiliare. Le sue sofferenze diventano il simbolo di un'ingiustizia più ampia, dove la virtù viene costantemente derisa e calpestata da chi vive nell'abbondanza. L'autore utilizza queste tragedie sentimentali per lanciare una feroce accusa contro l'aridità morale dei suoi contemporanei. Il dolore vissuto dai personaggi scava in profondità, lasciando una sensazione di amara indignazione di fronte all'impenetrabilità del male sociale. Una prosa veemente che rivendica i diritti del cuore e dell'onestà.
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