Pubblicato per la prima volta nel 1917, The Dead Have Never Died è un testo fondamentale della letteratura spiritista dei primi del Novecento. Basandosi su anni di partecipazione diretta a sedute spiritiche e comunicazioni medianiche, l'autore Edward C. Randall espone la propria convinzione, maturata sul campo, che la coscienza sopravviva alla morte fisica — e che i cosiddetti defunti possano davvero comunicare con i vivi.
Intrecciando racconti personali dettagliati a riflessioni filosofiche sull'immortalità, sulla natura dell'anima e sulle responsabilità morali che derivano dalla conoscenza spirituale, Randall offre ai lettori sia una testimonianza sia un'argomentazione. Scritto in un'epoca segnata dalla guerra, dal lutto e da una diffusa ricerca di senso oltre l'esistenza materiale, il libro toccò profondamente un pubblico alle prese con un dolore collettivo senza precedenti — e contribuì a diffondere quell'interesse popolare per lo spiritismo che fiorì per tutto il primo Novecento.
A più di un secolo di distanza, la testimonianza di Edward C. Randall resta una lettura avvincente per chiunque sia attratto dalle domande sulla coscienza, sull'aldilà e su ciò che, forse, ci attende oltre la morte.
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